Gruppo di Lavoro 1

Si occupa del primo punto della Carta Metropolitana dell’Elettromobilità

Il primo punto della Carta: offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale

a)    Contribuire a eliminare inefficienze o viaggi non necessari attraverso una pianificazione urbana integrata, una miglior gestione della domanda di trasporti abbinata a un efficace sistema di comunicazione e all’armonizzazione delle regole di accesso alle ZTL.

E’ un obiettivo che passa attraverso un efficientamento del sistema complessivo della mobilità locale: il punto di partenza potrebbe essere lo scambio delle buone pratiche in atto per coglierne ove possibile, elementi di condivisione/integrazione attuabili in tempi brevi.

b)   Orientare gli utenti verso modalità di viaggio più efficienti e più sostenibili, o combinazioni di esse, capaci anche di aggregare le domande di mobilità di più persone in ottica di mobilità condivisa, commisurata alla prevedibile diffusione della mobilità elettrica che ne assicuri flessibile operatività e riduca l’ansia da autonomia affiancando valide motivazioni individuali che attribuiscano al mezzo elettrico un valore aggiunto.

Presuppone la definizione di “efficienza e sostenibilità” delle diverse modalità di viaggio, e un’azione d’informazione verso la cittadinanza, da attivare coinvolgendo anche la scuola.

c)    Favorire la graduale adozione dei consumatori di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in a elevata autonomia in elettrico, attraverso la realizzazione di una ragionevole rete di ricarica che ne assicuri flessibile operatività, aumentando la percezione che il veicolo elettrico è utile a se stesso e alla collettività. Percezione che verrebbe fortemente rafforzata se tali soluzioni fossero adottate in misura quanto più possibile uniforme sul territorio nazionale o comunque su aree vaste a partire dalle Aree Metropolitane, così da attribuire alla elettromobilità una connotazione fortemente positiva non soltanto per il Paese ma anche per l’utilizzatore finale.

Deve passare attraverso un cambiamento di abitudini dei consumatori che deve essere sostenuto da una chiara cognizione della valenza ambientale/energetica/economica delle numerose opzioni di veicoli a “Combustibile Alternativo elettrico” disponibili oggi o a breve, e dalla consapevolezza dell’efficacia dei comportamenti individuali.

Obiettivo complessivo del Gruppo di Lavoro 1, in sintonia con il Gruppo di Lavoro 3, è l’individuazione di “buone pratiche” e di ”soluzioni fattibili” di regole di mobilità condivise o almeno armonizzate tra i diversi comuni. Agli occhi degli utenti si tradurranno in una “nuova visione del muoversi”, trasformando gli usi del cittadino/consumatore e facendogli assumere maggiore responsabilità in merito alla riduzione delle emissioni, il risparmio energetico e la vivibilità delle città. Verranno mostrati ai cittadini gli effetti delle diverse opzioni di mobilità, coinvolgendoli e responsabilizzandoli verso quelle più meritevoli.

Azioni del gruppo: attribuire alla mobilità a potenziale impatto zero, una visione positiva anche in termini di motivazione individuale, attraverso schemi di premialità/vincoli.

Il Gruppo di Lavoro realizzerà un “inventario” delle buone pratiche in uso per il consumatore finale in vigore nei comuni partecipanti, per valutare la possibilità d’integrazioni e condivisione. Proposte per l’armonizzazione di tali misure nell’ambito di detti comuni, su una base temporanea e sperimentale.

Per i punti a) e b) 

  • Una sintesi delle misure culturali ed educative in atto in altri Paesi Europei, alla luce dell’Osservatorio EAFO – European Observatory on Alternative Fuels.
  • Preparazione di una campagna informativa/comunicativa diretta ai cittadini illustrando i comportamenti virtuosi (mobilità pedonale, bici, TPL, auto elettrica, etc.) che limitano l’emissione di inquinanti con attenzione al particolato, soprattutto modificando le abitudini di trasporto casa/scuola o casa/lavoro.

Per il punto c)

  • Un quadro informativo della valenza ambientale/energetica/economica di ciascuna opzione tecnologica, rientrante nella categoria dei “veicoli a combustibile alternativo”, ed una sintesi dell’offerta di mercato e sulla prevedibile evoluzione negli anni a venire.
  • Un inventario delle misure di sostegno (prevalentemente non economiche) attuate nei diversi Paesi Europei per stimolare la mobilità elettrica (Osservatori EAFO ed AVERE – European Association for Electromoblity).
  • Una valutazione delle misure (anche temporanee) che potrebbero essere più efficaci in Italia per stimolare una maggior diffusione di veicoli a potenziale impatto zero nei diversi segmenti di mobilità (veicoli della cittadinanza, veicoli aziendali, logistica, TPL, mobilità leggera, sharing) ed esame dei soggetti da coinvolgere.
  • La stima puntuale dei costi/mancati introiti/risparmi e quella dei benefici ambientali/energetici che deriverebbero dall’adozione di tali misure.
  • La formulazione di piani di comunicazione e informazione/formazione per le scuole e università, cercando di superare ogni possibile diffidenza all’uso dei veicoli elettrici da parte degli utenti.
  • Proposte per eventuali interventi legislativi di supporto a enti locali da parte dello Stato. Individuazione dei tempi (calendario applicativo) e delle modalità (strumenti onerosi) per ridurre, nelle aree individuate di massimo inquinamento, sempre di più l’uso di veicoli endotermici. Si prospetta una penalizzazione in funzione degli inquinanti emessi, con il conseguente miglioramento locale dell’aria, per giungere alla realizzazione, nel minor tempo possibile, di: ZTE, Zone a Traffico Elettrico (accordo di Parigi).