Gruppo di Lavoro 2

Si occupa del secondo e il terzo punto della Carta Metropolitana dell’Elettromobilità

Il secondo punto della Carta: accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico. 

Il punto è in linea con le indicazioni fornite dal PNIRE (Piano Nazionale di Infrastrutturazione per la Ricarica dei veicoli Elettrici) ed è  commisurata alla prevedibile diffusione della mobilità elettrica, la quale sarà a sua volta la risultanza delle misure locali suggerite dalla presente Carta, oltre che di ulteriori supporti a livello governativo o regionale quali incentivazioni economiche o fiscali. A vantaggio del consumatore, rendere tutte le infrastrutture, anche se gestite da operatori diversi, facilmente accessibili, favorire la realizzazione di punti di ricarica rapida e, in presenza di più service providers, privilegiare gli operatori in grado di offrire la massima facilità di accesso e pagamento immediato anche per le ricariche occasionali, anche tramite accordi commerciali di roaming nazionale e internazionale tra gli operatori e promuovere l’adozione di sistemi di clearing dei pagamenti relativi al servizio a valore aggiunto di ricarica.

Il terzo punto della Carta: ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali.

Il punto tiene conto che all’avvio del mercato, i primi acquirenti dei veicoli elettrici, sono prevalentemente quanti hanno la possibilità di ricarica negli immobili. Sulla scia del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257, in particolare l’art.15, che ha introdotto obblighi per consentire la ricarica dei veicoli elettrici negli immobili di futura costruzione siano essi residenziali o meno, promuovere l’estensione della fruibilità di tali servizi anche agli edifici esistenti. I dati catastali, infatti, indicano che nelle città italiane il numero di unità immobiliari atte al ricovero di autovetture (categoria catastale C6, quali box e posti auto condominiali), è pari al 50-70% del parco auto, ma la possibilità di ricaricare in tali sedi appare limitata a una esigua minoranza, per vincoli impiantistici e per la necessità di adeguare il Certificato Prevenzione Incendi. Infatti, l’installazione delle infrastrutture di ricarica viene considerato un aggravio alle preesistenti condizioni di sicurezza che necessita di una valutazione del progetto da parte dei vigili del fuoco ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011. Si ritiene, tuttavia, che le caratteristiche tecniche delle infrastrutture di ricarica e delle batterie attualmente utilizzate nei veicoli elettrici (peraltro attestate dal certificato di conformità rilasciato dalle aziende costruttrici) non dovrebbero ricadere tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Sono quindi opportune azioni di incoraggiamento e supporto da parte delle amministrazioni comunali, anche attraverso agevolazioni nella fiscalità locale e/o prevedere lo scomputo d’oneri di urbanizzazione per l’istallazione di sistemi di ricarica. A livello nazionale, è auspicabile che gli interventi impiantistici e di rilascio della idonea certificazione per la ricarica dei veicoli elettrici possano beneficiare da un lato di contributi in termini di credito di imposta, analogamente a quelli indirizzati al risparmio energetico e dall’altro di facilitazioni dal punto di vista amministravo al fine di non aggravare inutilmente le modalità di installazione delle infrastrutture di ricarica.

Azioni del gruppo

Il Gruppo di Lavoro realizzerà delle linee guida inter-municipali per la diffusione delle infrastrutture di ricarica elettrica ad accesso pubblico e privato.

Si occuperà inoltre di: 

  • creare una metodologia per la pianificazione delle infrastrutture di ricarica in funzione dei parametri più adeguati, flussi di traffico, presenza di aree ZTL, presenza di aree già attrezzate come distributori di carburante (punto 2 della Carta).
  • ideare delle linea guida per la redazione dei bandi di gara per la realizzazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica. Criteri di premialità per identificare le aziende più idonee alla fornitura e gestione di tali infrastrutture (punto 2 della Carta).
  • fornire le indicazioni su come modificare i regolamenti edilizi comunali e modelli di regolamento dei condomini, gestione dei box privati o spazi pubblici dati in concessione ai privati per la sosta notturna (punto 3 della Carta).
  • ideare un regolamento per la gestione della sosta presso i punti di ricarica per evitare la sosta selvaggia.
  • proporre una linee guida per l’applicazione della Normativa antincendio.
  • sviluppare una linea guida per l’applicazione della Normativa impianti elettrici di riferimento in ambito privato e pubblico o ipotesi di finanziamenti: crediti di imposta, scomputo oneri, prestiti regionali, ecc.