Gruppo di Lavoro 3

Si occupa del quarto e quinto punto della Carta Metropolitana dell’Elettromobilità

Il quarto punto della Carta: dare un forte impulso al car sharing con mezzi elettrici

L’obiettivo è la riduzione delle emissioni inquinanti oltre che la congestione del traffico, sia per le autovetture che per i veicoli leggeri (quadricicli e motocicli, biciclette a pedalata assistita). La diffusione dello sharing elettrico costituisce inoltre per la cittadinanza un efficace strumento di familiarizzazione con questa motorizzazione innovativa. Oltre alle formule con prelievo e riconsegna in stazioni che provvedono alla ricarica, sono già efficacemente sperimentati anche in Italia sia sistemi station based, sia free floating, e sistemi con livello di condivisione ancora più accentuato, integrati con la mobilità ferroviaria e aperti ad una pluralità di soggetti (pendolari, enti pubblici e aziende) in fasce orarie tra loro complementari come quelli sperimentati in Regione Lombardia.

Un’ulteriore formula ancora poco diffusa in Italia è il car sharing condominiale, con prelievo e riconsegna presso un punto di ricarica allocato nel condominio. Oltre che alla riduzione delle autovetture di proprietà della cittadinanza, il suo sviluppo darebbe un considerevole impulso alla creazione di un mercato di avviamento per i veicoli elettrici.

 

Il quinto punto della Carta: stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità (flotte aziendali, enti pubblici, mezzi elettrici di prossimità).

Una elevata intensità di utilizzo dei mezzi si traduce nello stesso tempo in una elevata efficacia ambientale e in un più rapido raggiungimento del break-even economico per l’operatore, perché il maggior costo dei veicoli viene compensato dal basso costo di un esercizio intenso. Appaiono particolarmente promettenti:

  • la logistica dell’ultimo miglio, in quanto si ritiene che l’elevata ambizione di raggiungere, entro il 2025, l’obiettivo di consegne all’utente finale a zero emissioni è realizzabile e che, inoltre, gli sviluppi sui veicoli a combustione interna non sono sufficienti a ridurre a zero le emissioni locali ed i livelli di rumore contrariamente a quanto accade per i motori elettrici. Si ritiene quindi che i soggetti firmatari della presente Carta, ognuno per il proprio ambito di competenza, rivestano un ruolo fondamentale per la diffusione dei veicoli elettrici:
  1. comuni, quello di stipulare un accordo uniforme sui privilegi/esenzioni per gli autocarri a zero emissioni;
  2. autorità Regionali, Nazionali ed Europee, quello di fornire sostegno finanziario per acquistare ed utilizzare furgoni e/o camion elettrici finché il mercato non avrà raggiunto il desiderato livello di maturità;
  3. produttori, quello di sviluppare e produrre furgoni e/o autocarri elettrici che siano in grado di soddisfare i requisiti per la logistica urbana e metropolitana.
  • le flotte di auto aziendali, anche per i veicoli dati in concessione d’uso ai dipendenti all’interno di politiche di mobility management e per quelle appartenenti al settore del noleggio con conducente;
  • l’introduzione di bus e minibus elettrici nel TPL, già fatta con successo in diverse città europee, nonché l’introduzione di taxi elettrici.
  • l’introduzione di incentivi e graduali divieti nell’utilizzo di motori nautici endotermici.
  • prevedere lo sviluppo di un sistema di bike-sharing con bicicletta a pedalata assistita capace di integrare differenti sistemi di mobilità su ferro e su gomma. L’integrazione di mezzi deve essere funzionale sia alla mobilità urbana e suburbana degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sia allo sviluppo turistico e del tempo libero.
  • le ciclostazioni elettriche dovrebbero essere presenti in prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime alle polarità urbane attrattrici di mobilità;
  • l’adozione di misure regolatorie della circolazione che stimolino la graduale introduzione di veicoli elettrici leggeri (ciclomotori, motocicli), a graduale sostituzione delle versioni endotermiche che presentano spesso livelli di inquinamento non distanti da quelli di un’autovettura.
  • un esempio di buone pratiche non può infine prescindere dalla graduale introduzione di veicoli e mezzi elettrici nelle stesse flotte comunali, nelle società interne, controllate e partecipate dalla pubblica amministrazione e i gestori (concessionari) di servizi di pubblica utilità, come indicato nell’art.18 comma 10 del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257. Inoltre, nelle gare di assegnazione dei servizi esternalizzati di comuni e loro partecipate, privilegiare i soggetti che propongono l’uso di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico, anche in riferimento al Decreto Legislativo 3 marzo 2011 n. 24 relativo alla valutazione economica delle emissioni. E’ inoltre necessario completare la riforma del codice della strada prevista dal D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257 che introduce il divieto di sosta nello spazio riservato alla fermata ed alla sosta dei veicoli elettrici in ricarica modificando il Regolamento attuativo prevedendo una segnaletica orizzontale e verticale che identifichi univocamente lo spazio riservato ai veicoli elettrici. In questo modo l’uso dello stallo viene normato e controllato efficacemente dagli organi preposti.

Azioni del gruppo

Il Gruppo di Lavoro realizzerà linee guida e schemi di determinazioni per l’incentivazione della mobilità elettrica in ambito urbano, volte a condividere e discutere le azioni già promosse nel campo della sharing mobility, e Illustrare le azioni per la conversione del parco veicolare in sharing al fine di avere una flotta completamente a 0 emissioni.

Si occuperà inoltre di: 

  • incoraggiare l’avvio dei sistemi di micro car sharing e di car sharing condominiale, definendo una metodologia comune dei privilegi e delle esenzioni riguardanti gli autocarri a zero emissioni;
  • incoraggiare i temi di sviluppo tecnico e tecnologico del settore, come ad esempio lo smaltimento delle batterie e/o il loro riutilizzo in applicazioni “second life”, e l’implementazione di sistemi intelligenti di ricarica, in grado cioè di contribuire a una gestione efficiente ed efficace delle reti elettriche che consente una sempre maggiore capacità di “ospitare” capacità produttiva da fonti rinnovabili non programmabili;
  • identificare quali sono le azioni più concrete da porre in atto per la conversione del parco veicolare esistente in favore della mobilità elettrica, anche valutando l’eventuale applicazione del retrofit;
  • identificare gli ambiti e caratteristiche del trasporto pubblico in modalità elettrica (bus elettrici/ Tram / Filobus / ecc.);
  • proporre definizioni o aggiornamenti delle linee guida regionali per la logistica urbana;
  • identificare gli ambiti di utilizzo dei veicoli leggeri di prossimità, introducendo delle clausole specifiche nelle gare di affidamento dei servizi pubblici (igiene pubblica/ manutenzione delle aree/ messi comunali e vigilanza pubblica/ ecc.);
  • valutare delle misure (temporanee e definitive) che potrebbero essere più efficaci in Italia per stimolare una maggior diffusione di veicoli a potenziale impatto zero nei diversi segmenti di mobilità (veicoli della cittadinanza, veicoli aziendali, logistica, TPL, mobilità leggera, sharing), ed esame dei soggetti da coinvolgere;
  • proporre una modalità univoca per identificare una stazione di ricarica sia nella cartellonistica che nel design.
  • individuare le caratteristiche e le innovazioni dei costruttori dei mezzi e veicoli elettrici, rivolti a soddisfare le indicazioni previste della Carta Metropolitana.